Praga ti gela, Praga ti scalda

 

Appena arrivato alla stazione di Praga, come la volta precedente, la mia persona di riferimento è venuta ad accogliermi.
In questa magnifica città la condizione delle strade e soprattutto dei marciapiedi, per via della neve, era ancora peggiore rispetto a Vienna. Ciò non ha impedito a me e a Kaka, una dolcissima ragazza che abita qui, di visitare alcuni tra i luoghi più caratteristici. Mi ha portato, ad esempio, in Piazza Venceslao, raccontandomi il simpatico teatrino che si verifica quando l’orologio del campanile scandisce l’ora.
La mia nuova amica mi ha accomodato in quella che sarà la sua futura casa, spoglia di arredamento ma con tutto ciò che mi serviva: un materasso e un bagno. Visto che sarei stato da solo nell’appartamento e che lei il mattino sarebbe andata al lavoro mi ha fin da subito dato alcune istruzioni generali per spostarmi con i mezzi pubblici di Praga, piuttosto efficienti devo ammettere.
Il primo mattino è comunque venuta a prendermi e siamo andati assieme nell’ufficio dove lavora. Ammetto di aver approfittato per diverse ore della wi-fi e del riscaldamento del suo ufficio, fuori faceva veramente freddo.
Dopo aver pranzato assieme ho però deciso di andare in esplorazione da solo, dovrò pur guadagnarmelo questo giro del mondo!
Ho fissato il punto gps della porta d’ingresso tramite un’applicazione per l’orientamento molto utile: Ariadne gps; questa tattica rappresenta un’ancora di salvataggio per me, perché mi permette di ritrovare una determinata posizione precedentemente impostata. La precisione del gps non è tale da guidarmi esattamente fino ad un ingresso o ad un campanello, mi ci porta comunque abbastanzza vicino, mentre i pochi metri di scarto finali spettano a me.
E così me ne sono andato a spasso per qualche ora, notando molta disponibilità ad aiutarmi da parte delle persone che ho incontrato, nonostante alcune difficoltà con la lingua.

Una sera, dopo essere uscito da solo, mi sarei dovuto trovare con Kaka per andare poi a casa, ci eravamo dati appuntamento ad una determinata fermata del tram. Una volta udito la sintesi vocale del mezzo annunciarne il nome sono sceso ed ho aspettato sul marciapiede desolato. Nevicava e faceva freddissimo, i rumori ovattati mi hanno fatto percepire un’atmosfera quasi irreale, come in una città fantasma. La mia amica non si palesava, non mi andava di chiamarla al telefono perché non volevo disturbarla mentre era in compagnia del fidanzato, già mi stava dedicando molto tempo.

E proprio come in una scena da film ho sentito un sinistro rumore di passi sulla neve muoversi verso la mia direzione, lentamente.
Ormai a distanza di braccio il rumore dei passi è cessato e quell’entità misteriosa si è rivolta a me:
“ Hai bisogno di aiuto? ” in un perfetto inglese.
Quasi sotto shock ci ho messo qualche istante per comprendere la situazione, mi pare di aver risposto qualcosa come:
“ Chi sei? ”
Il ragazzo, un po’ spiazzato, mi ha riferito il suo nome e mi ha chiesto se andava tutto bene. Io ho finalmente ripreso a reagire in maniera logica e gli ho spiegato la situazione.
A questo punto Vita, con un’esclamazione eloquente, mi ha detto di aver capito cosa poteva essere andato storto: esistevano due fermate con quello stesso nome, distinte unicamente da un numero, io ero probabilmente sceso a quella sbagliata.
Quindi si è proposto di accompagnarmi a quella successiva.
Chiacchierando con un po’ di difficoltà, con i muscoli facciali irrigiditi dal freddo, ho scoperto che il mio salvatore era un regista.
Dopo qualche centinaia di metri abbiamo raggiunto Kaka, ferma ad aspettarmi esattamente dove doveva essere. Questa ragazza è una santa, nonostante l’avessi costretta almeno mezz’ora al freddo mi è venuta incontro sorridendo, chiedendomi se fosse tutto a posto.
Ho congedato Vita ringraziandolo, con la promessa che lo avrei contattato.
Ultimo fatto che non posso evitare di raccontare è l’incontro con Anna, anche lei facente parte della comunità di couchsurfing. È stata impossibilitata ad ospitarmi, abbiamo comunque trascorso assieme un paio di serate, sorseggiando un tè e cenando in un locale molto carino di sua conoscenza. Questa ragazza ha viaggiato parecchio, soprattutto in alcuni posti che mi troverò ad attraversare tra non molto.
Quest’avventura sta iniziando ad assumere dei tratti quasi anormali, così tante coincidenze fortunate, così tante persone giuste nel momento giusto, tanto che tutte le sere, disteso nel mio giaciglio, mi sono fermato a ripassare mentalmente tutti gli avvenimenti incredibili per rendermi effettivamente conto se il mio felice stupore fosse giustificato o se si tratta semplicemente del freddo che mi rincoglionisce.
Sicuramente un po’ di rincoglionimento lo accuso, ogni volta che provo a dire qualcosa mentre registro un video di saluto non mi escono le parole. Nel mio cuore però tutto è molto più chiaro, sento tanta gioia e un’immensa gratitudine verso il mondo.
E ovviamente un pensiero speciale va alla dolcissima Kaka!

Travel instructions

I don’t understand

Film-director

Comments

  1. Anna

    grazie per le belle parole, io non ti dimenticherò mai 🙂 io sono felice che ti è piaciuto il mio canto

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